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Come interrogare i tarocchi: le giuste domande da fare

La lettura delle carte tramite i tarocchi necessita di un lavoro di squadra tra cartomante e consultante. Se al primo sono richieste differenti abilità (come uno spiccato senso intuitivo, concetti di mitologia e - nel caso di alcuni particolari metodi di divinazione, come il Metodo Astrologico o quello dei Pianeti - alcune conoscenze di base sull'astrologia) anche al secondo è richiesta una particolare attenzione. Colui che si appella ai tarocchi, infatti, deve aver ben chiaro che non tutte le domande possono essere fatte, o meglio, è necessario che siano formulate bene per avere una risposta che si possa considerare soddisfacente.

La lettura delle carte tramite le 78 lame dei tarocchi è infatti una lettura pressoché indicativa: le carte vanno appellate non tanto da chi vuole conoscere per filo e per segno cosa avverrà domani, dopodomani o in un futuro più lontano, quanto piuttosto da tutti coloro che vogliono un saggio consiglio, che cercano un'indicazione, un segno, una strada da seguire. Sebbene popolarmente la lettura dei tarocchi sia considerata un tentativo di scoprire concretamente cosa accadrà nel futuro (un modo per dribblare il fato), in realtà consiste semplicemente in un'interpretazione che si colloca su un piano intimo, profondo e spirituale, che può essere considerata un ottimo punto di partenza per prendere delle decisioni.

Ecco che diventa necessario sapere come interrogare i tarocchi, conoscere quali sono le giuste domande da rivolgere alle carte. Bandite dunque tutti quei quesiti troppo precisi, quelli che implicano una risposta Sì/No o quelli che richiedono un'esatta predizione temporale, tanto per intenderci. I tarocchi non riveleranno mai se "è lui/lei la persona giusta?" o se "domani riceverò una promozione di lavoro?" o ancora "Quali sono i numeri che usciranno al lotto?". Allo stesso modo però non vanno fatte nemmeno domande troppo generiche, che non troverebbero nessuna risposta, sulla scia di "Qual è il significato della vita?".

Nel momento del consulto dovete invece pensare a delle domande inerenti a un determinato settore e chiedere indicazioni legate a questo. Ottime domande, ad esempio, sono "Come sarà il mio futuro sentimentale?" per chi vuole interrogare i tarocchi d'amore o "come cambierà la mia situazione lavorativa?" per chi è più interessato a esplorare la sfera del business e degli affari. Domande tematiche, dunque, che non si soffermino su un dettaglio in particolare. Se vi siete avvicinati alle carte per placare le ansie della vostra relazione amorosa non lasciatevi tentare da domande che non vi porteranno da nessuna parte: è inutile chiedere "mi tradisce?", quanto piuttosto indagate le intenzioni, i sentimenti e gli umori del vostro partner e ponete domande che interessano più la sua dimensione psicologica che non quella fisica.

Oltre alle regole di base ci sono alcuni dogmi importanti della divinazione e della cartomanzia che vanno rispettati: di norma si richiede che non vengano fatte domande sulla salute, sulla morte, sulle gravidanze e affini. Lo scopo non è rovinare le sorprese (belle e brutte che siano) che la vita riserva a ognuno di noi, ma guidare la nostra strada verso la migliore soluzione possibile. Al proposito è importante che il vostro stato d'animo prima del consulto sia libero da pensieri e preoccupazioni. Mettete lo stress da parte e lasciatevi andare: solo così la lettura dei tarocchi troverà la giusta via.


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